Il richiamo di Ravenna
La città e i suoi dintorni secondo i visitatori stranieri (1800-1960)
(con Dante Bolognesi) Longo Editore, Ravenna, 2015,
pp. 424, € 38,00

Ravenna, in virtù della sua importanza storica e delle sue valenze artistiche, è stata meta di innumerevoli visitatori. Molti di questi hanno lasciato, della loro venuta, resoconti nei quali descrivono la città e i suoi immediati dintorni nei loro aspetti architettonici, urbanistici, storico-artistici, ambientali, ecc. Non solo: diversi viaggiatori hanno cercato di coglierne aspetti particolari e «segreti», o più profondi e più intimi, di scoprirne l’anima, il genius loci, di capirne gli abitanti e i loro caratteri.
E spesso, si badi bene, questi viaggiatori, questi «forestieri» avevano nomi illustrissimi: si può dire anzi che pochi dei grandi personaggi della cultura europea e mondiale, negli ultimi secoli, abbiano rinunciato a una visita a Ravenna, tanto che il repertorio dei loro rapporti di viaggio, delle loro lettere, delle loro testimonianze riguardo a questa vecchia capitale assume un peso e un pregio indiscutibili.
Mancava un’opera che li raccogliesse con ampiezza e adeguato respiro, o perlomeno mancava per il periodo più interessante, quello che va dai primi dell’Ottocento agli anni dell’industrializzazione (più o meno gli anni Sessanta del Novecento), arco di tempo in cui firmano descrizioni ed impressioni sulla città personaggi quali Henry James, Oscar Wilde, Sigmund Freud, Aleksàndr Blok, William Butler Yeats, Hermann Hesse, Carl Gustav Jung, Marguerite Yourcenar, Le Corbusier e moltissimi altri, mentre artisti e pittori come Klimt, Klee, Kandinsky, ecc. vengono influenzati in maniera decisiva dall’impatto con Ravenna e i suoi tesori culturali.
Questa lacuna è stata finalmente colmata da due noti studiosi ravennati, Eraldo Baldini e Dante Bolognesi. L’opera che hanno dato alle stampe per l’editore Longo, frutto di un meticoloso lavoro durato anni, presenta, in 422 pagine, i testi di oltre 150 viaggiatori, la stragrande maggioranza dei quali tradotti in italiano per la prima volta, e rappresenta non solo un tassello fra i più interessanti per continuare a costruire il mosaico della conoscenza di Ravenna, non solo un’occasione di lettura e di cultura per i suoi vecchi e nuovi cittadini, ma anche uno splendido biglietto da visita per i futuri visitatori e ospiti della città.