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BAMBINI, RAGNI E ALTRI PREDATORI
Einaudi, Stile Libero Big, pagg. 294 - €. 13,00

Dalla quarta di copertina:
"E' come se attorno al fuoco delle veglie notturne dei contadini di una volta, a raccontare storie di paura e di forti emozioni, ci fosse stato un narratore esperto di tecniche di suspense e mistero. Uno così, in America, si chiama Stephen King. Da noi, in Italia, è Eraldo Baldini".

(Carlo Lucarelli)

Molti scrittori italiani thriller, noir e del mistero considerano Baldini il narratore di maggior talento della loro generazione. Forse proprio perché nella sua voce inconfondibile - come accade appunto per King in America - si mescolano arcaico e moderno, e l'orrore nasce da ciò che è quotidiano e banale.
Nella godibilissima diversità degli spunti - colorati spesso di un sulfureo humor nero -, unico e coerente è in effetti il motivo conduttore di Baldini. Nella nostra "modernità", negli errori dello sviluppo, nel consumismo che ci culla, nella fretta e nell'ansia di oggi si annida un demone oscuro, pronto a emergere in forma di orrore, ogni volta che si apre una crepa nel tessuto scintillante: come per esempio accade con i giorni rituali delle feste, o con l'infanzia, che può apparire così naturalmente "mostruosa" o così drammaticamente "vittima". O con gli animali, così irriducibili a noi. Ecco perché una bambina con gli occhi persi nel vuoto, un ragno enorme, una qualsiasi altra creatura, possono all'improvviso ergersi di fronte a noi come terribili predatori. Non sempre innocenti.
Un libro compatto e mozzafiato, che non si può abbandonare fino a che non è finita l'ultima storia, e che restituisce l'arte antica di abbandonarsi finalmente a al piacere della paura. Sottile, potente antidoto ai mille veleni di cui ci nutriamo.
"A parte che è bravo, che scrive bene, che ha delle belle idee, belle trame e bei personaggi, a parte questo, credo che la vera forza di Eraldo Baldini stia nella sua capacità di fondere la struttura narrativa del noir, del thriller e dell'horror con le atmosfere e le suggestioni delle storie di mistero e di paura della tradizione, ma con l'aggiunta di una pungente ironia."

(Carlo Lucarelli)

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