Stirpe Selvaggia
Einaudi Stile Libero, 2016 - pagine 298 - €. 18,00

Amerigo è nato e cresciuto in una sorta di nostrana Macondo abitata da braccianti, boscaioli e personaggi strani, persino surreali, come ce n'erano in ogni paesino rurale e montano: un universo magico destinato a sfaldarsi sotto l'accelerazione di grandi cambiamenti.
È un ribelle e dicono sia figlio di Buffalo Bill. Forse per questo è destinato a compiere grandi imprese, o forse è solo incapace di salvarsi.
Una storia d'amore e di amicizia lunga una vita, sullo sfondo dei grandi eventi che hanno segnato la storia del secolo scorso.

San Sebastiano in Alpe, paesino dell'Appennino romagnolo, 1906.
Amerigo ha nove anni e sua madre l'ha chiamato così perché l'ha concepito in America.
Quando il Wild West Show, cioè lo spettacolo con cui il leggendaro cow-boy girava gli Usa e l'Europa, nell'aprile di quell'anno fa tappa a Ravenna, lei decide di portare il figlio a conoscere il suo famoso padre. Buffalo Bill però non accetta di incontrarli, e questo rifiuto spinge il già inquieto Amerigo a schierarsi per sempre "dalla parte degli indiani".
Con i suoi amici e coetanei Mariano e Rachele si dipinge il viso con i segni di guerra, e scorrazzando nei boschi sogna grandi gesti.
Ma la Storia divide le strade dei tre inseparabili amici, travolti dalle burrasche del Novecento: le lotte di classe, le guerre, i mutamenti da cui Amerigo, che pure ama l'avventura, piano piano si allontana, si estranea per diventare sempre più un tormentato "selvaggio" che elegge a proprio mondo i boschi e le profonde solitudini. Finché gli eventi stessi della Storia, e il pensiero degli amici, non lo richiameranno a un difficile e drammatico compito.

Con grande potenza evocativa e il respiro largo e denso proprio della penna di un grande narratore, Stirpe selvaggia mette in scena un protagonista struggente come un eroe romantico, eppure modernissimo. Diviso, come ognuno di noi, tra l'affermazione di sé e la rinuncia, tra la solitudine e il bisogno d'amore.

Con Stirpe selvaggia Eraldo Baldini, superando ogni steccato e limite di genere, ci regala pagine dense e incalzanti quanto poetiche e struggenti: Un libro che rientra a pieno titolo nella categoria del "grande romanzo", merce rara e preziosa nel panorama della letteratura italiana di oggi.
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