Eraldo Baldini - Susanna Venturi

Prima del «liscio». Il ballo e i balli nella vecchia tradizione della Romagna

Il Ponte Vecchio, 2017, pp. 220, euro 16,00

Se c’è una cosa che nell’immaginario collettivo viene associata alla Romagna, accanto alla piadina, questa è sicuramente il «liscio». Il ballo liscio infatti, non solo nella percezione corrente ma anche nel più recente panorama saggistico, ha preso sempre più il posto dei balli antichi trasmessi secondo i dispositivi dell’oralità. Tradizione «inventata», il liscio, ma in questi ultimi anni oggetto d’indagine più di quanto non lo siano le danze che esso ha spazzato via a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, non senza assorbirne quei tratti indispensabili a conferirgli appunto, in particolare in Romagna, la dignità di «tradizione». L’attenzione riservata a valzer, polke e mazurke scaturisce naturalmente dall’imponenza di un fenomeno che, seppur oggi soggetto a declino, meriterebbe strumenti d’indagine anche più accurati; ma uguale attenzione andrebbe riservata a ciò che c’era «prima», cioè al vasto patrimonio di danze popolari della più vecchia tradizione, cancellata dal successo dei balli di coppia.
È quanto si sono proposti di fare l’antropologo culturale Eraldo Baldini e l’etnomusicologa Susanna Venturi con questo libro, che va finalmente a colmare una evidente lacuna. Con una lunga e accurata ricerca, i due autori, oltre a porre l’attenzione sul contesto (quando e dove si ballava, il ruolo e le modalità del ballo nella società d’ancien régime, ecc.), attingendo a un vasto repertorio di fonti raccolgono tutti i balli popolari documentati in Romagna prima dell’imporsi del «liscio», fornendone le versioni riportate dai diversi raccoglitori (da Ungarelli a Pratella, da Fantucci a Bagnaresi e molti altri) e soffermandosi a indicare i riferimenti bibliografici circa le eventuali trascrizioni musicali (alcune delle quali riproposte in appendice) e circa la documentazione sonora. Un lavoro che rappresenta un importante tassello per ricostruire l’affresco non solo del folklore, ma anche della storia e della vita della gente di Romagna.