Il gladiatore dimenticato

Il gladiatore dimenticato. Mito e realtà nella vicenda di Tumelico, figlio dell’eroe germanico Arminio
Ravenna, Longo Editore 2009, pp. 120, € 14,00

Baldini torna con questo libro alla saggistica, occupandosi di un episodio della storia antica denso di interrogativi e di suggestioni.
Nel 2009 ricorre il duemillesimo anniversario della battaglia della Selva di Teutoburgo (9 d.C.), con la quale i Germani, guidati dal condottiero Arminio, fermarono l’espansione dell’Impero Romano nei loro territori e cambiarono la storia. Su quell’evento molto si è scritto e si sa; il suo vittorioso protagonista, Arminio, è considerato l’eroe nazionale germanico e la sua figura storica ha contribuito non poco a creare quella mitico-leggendaria di Sigfrido. Non tutti sanno invece che sua moglie Tusnelda, incinta, nel 15 d.C fu catturata dai Romani e che il figlio che le nacque in prigionia, Tumelico, ancora piccolo fu portato da Roma a Ravenna, dove crebbe e visse la propria esistenza. Nella letteratura, drammaturgia e storiografia tedesche si è consolidata, perlomeno a livello divulgativo e attraverso strade imprevedibili e tortuose, la convinzione che Tumelico a Ravenna sia stato fatto diventare gladiatore e che sia poi, ancora giovane, morto combattendo nell’arena. Ma andò proprio così? E’ possibile invece che in questo caso non sia stata, come di solito accade, la letteratura ad ispirarsi alla storia, ma la storia ad accettare per buone le invenzioni letterarie? E in ogni caso quale fu il destino beffardo, accennato ma non specificato da Tacito, a cui andò incontro Tumelico?