Eraldo Baldini

Fantasmi e luoghi «stregati» di Romagna

Il Ponte Vecchio, 2017, pp. 152

Nel terzo millennio ha ancora senso parlare e scrivere di fantasmi?
Certamente sì, perché gli enigmi su cosa ci sia dopo la morte, sull’esistenza di un mondo invisibile o sfuggente, sul mistero di esistenze immateriali non hanno di certo, con la modernità, smesso di affascinare l’uomo. Anzi, a giudicare dal numero di articoli, saggi, trasmissioni televisive che riguardano l’argomento si può dire che nel nostro mondo scientifico, tecnologico e «razionale» questi temi restino in primo piano e si arricchiscano continuamente di nuove storie e suggestioni, oltre che di nuovi strumenti tesi a indagare, capire, ottenere risposte.
Anche la Romagna ha le sue storie di fantasmi e apparizioni, la sua geografia di luoghi «stregati» e «infestati», la sua galleria di personaggi noti o sconosciuti che dall’aldilà tornerebbero a manifestarsi e a inquietare i vivi.
Eraldo Baldini in questo libro, frutto di una paziente ricerca, raccoglie e analizza testimonianze, leggende, dicerie, i frutti – vecchi o recenti – dell’immaginario o di livelli inusuali di esperienza. Un viaggio che spazia tra storia e leggenda, tra folklore e cronaca, tra antichità e attualità, tra mito millenario e fantasia recente, e che riguarda ogni angolo della Romagna: dalle città maggiori ai paesi più piccoli, dai ruderi dei castelli ai moderni edifici, dai boschi collinari alle campagne della pianura, dalla costa alle cime appenniniche.
Una lunga, sorprendente e imperdibile carrellata sul «lato oscuro» di una terra che non è, dunque, sempre e solo «solatìa».